10.31.2008

...agile fenicottero dalle gambe lunghe...







Da “La bicicletta” (Agosto 08) un'intervista con Andy Schleck dopo il Tour.



Il futuro è nelle sue gambe. E l'impressione che tutti hanno avuto, tecnici o appassionati che fossero, è che in casa CSC il più forte fosse di gran lunga lui, Andy Schleck, classe 1985, agile fenicottero dalle gambe lunghe che in montagna sembrava scherzare con la bicicletta.
“Ve l'avevo detto, a Brest, che il nostro capitano sarebbe stato Sastre. Io sono ancora troppo giovane, per me l'importante era imparare, conoscere il Tour, scoprirne i segreti per tornare qui per vincere.”
Cos'è successo a Hautacam?
“Sono andato subito in ebollizione, probabilmente ho pagato lo scotto sulle prime salite importanti del Tour. Allora mi sono fatto da parte e ho cercato di salire con il mio passo, limitando il distacco anche perché volevo continuare a lottare per la maglia bianca. Ma la condizione era buona e l'ho dimostrato su tutte le altre montagne, dove non mi sono mai più staccato dai migliori.”
Non solo, sulle Alpi hai dato l'impressione netta di essere il più forte e di lavoro per tuo fratello Fränk e er Sastre ne hai fatto davvero tantissimo...
“Ho lavorato per la squadra come tutti gli altri ragazzi. Per la vittoria finale si sono sacrificati corridori come Cancellara, Voigt, Arvesen e O'Grady, non avrei dovuto farlo io?”
Maglia bianca al Giro 2007, stesso simbolo indossato al Tour 2008: il futuro ti sorride...
“Sto lavorando, sto crescendo, sto imparando. Questo mestiere mi piace e sono orgoglioso di aver vinto la maglia bianca in due grandi corse come Giro e Tour. Ma vi assicuro che non è stato facile: Kreuziger è davvero un bel corridore, saranno belle battaglie, le nostre.”
Non si può parlare di Tour senza parlare di doping.
“Io e mio fratello siamo stati sottoposti a decine di controlli, siamo sempre risultati puliti. Ma ben vengano i controlli se aiutano ad avere un ciclismo pulito. Trovo inaccettabile, però, quanto è successo a mio padre, fermato e perquisito in macchina sulle strade del Tour. Se arriviamo al punto di coinvolgere anche le famiglie, allora non ci sto più.”
Il prossimo sogno?
Un hot dog e una birra. L'ho realizzato dopo la festa di Parigi.”

I hate my clothes, can you help me undress?


Conturbante richiesta d'aiuto sconvolge il mondo delle Andy's fungirls!

Lettera a Bici Sport


Caro BS,

sei la mia rivista del ciclismo e il ciclismo è la mia passione, ma questa volta non sono d'accordo: a p.79 del numero di novembre in un articolo intitolato "Schleck sospeso da Riis. Ma Riis che ci fa 'ancora' nel ciclismo?" leggo diverse inesattezze.Intanto, perché non affrontare la questione per esteso e riportare i documenti così come sono? in Italia non l'ha fatto nessuno! Dai documenti ufficiali e dalle dichiarazioni di esponenti dell'UCI etc risulta che:

1) Fränk non è stato sospeso ma ha convenuto con la squadra di chiudere prima la stagione (visto che dal Giro di Polonia non stava tanto bene) per non dare esca alle polemiche e seguire il caso per fare chiarezza una volta per tutte. cfr. il comunicato della CSC.

2) Non ha versato soldi a Fuentes, ma alla società per cui lavorava, senza conoscerlo e tanto meno averlo mai incontrato, prima che l'Operacion Puerto lo rendesse 'infrequentabile'. E si è trattato di un versamento unico, fatto dal suo conto personale, senza alcun tentativo di nascondere la propria identità. Sconsigliato dai suoi, Fränk ha rinunciato ad usufruire del servizio di questa società - non di Fuentes - che all'epoca godeva di ottime referenze. Cfr. il suo comunicato stampa del 3 ottobre 2008, che nessun giornale italiano si è degnato di pubblicare. C'è anche una lunga intervista, ahimè in lussemburghese.

3) L'ALAD, l'agenzia antidoping del Lussemburgo, ha diffuso un comunicato nel quale dice di non avere prove della sua colpevolezza, di apprezzare la sua ampia collaborazione e di aver bisogno di tempo per esaminare tutta la documentazione fornita in sua difesa. 4) In un'intervista a Cicling Weekly del 13 Ottobre 2008 la responsabile dell'antidoping UCI dichiara che con tutta probabilità e in base ai dati a disposizione Fränk non si mai dopato. Il versamento di cui è accusato sarà stata un'imprudenza, ma non può costituire un reato, visto che Fuentes allora non era inibito, e tanto meno la società per cui lavorava.

Se poi sarà dimostrato qualcosa di diverso, ok. Ma fino ad allora, per favore, non gettiamo fango sui nostri campioni.

Grazie di esistere!

10.30.2008

Giro di Polonia


Andy: "Io l'avevo detto che era meglio andare in Spagna per la Vuelta...!"
Fränk : "Pedala e stai zitto!"

E se mi ha chiamato l'Ilaria?!



Andy: "Fränk! Ho dimenticato di accendere il cellulare!! E se mi ha chiamato l'Ilaria?!"

Fränk : "Tranquillo Andy: ci parlo io!"

Grazie per il premio, la prossima volta non vi disturbate...


Andy: "Grazie, siete stati splendidi....ma cosa diavolo è?"
Fränk : "Hai sempre sognato di averne uno, vero?"

Firenze-Pistoia 08







Sabato 25 ottobre siamo stati a vedere l'arrivo della crono Firenze-Pistoia: la gara ciclistica più antica, prima edizione 1870! Quest'anno 1° Grivko (Milram) Pinotti (Columbia) 3° Cioni (Silence Lotto).

C'era anche Alessandro Ballan (Lampre) neo-campione del mondo e mio figlio l'ha rincorso per farsi fare un autografo. Non avendo di meglio, si è fatto mettere la firma su UNO SCONTRINO! Comunque Ballan è stato molto gentile e mio figlio va molto fiero del suo scontrino IRIDATO!!

10.28.2008

"...miseria d'amarti, mio fragile amore..."














Stasera m'ero curvata sul tuo sonno.
Tutto il tuo corpo dormiva casto sull'umile letto,

e ho visto, come chi s'applichi e legga,
ah, ho visto che tutto è vano sotto il sole!

Che si viva, oh, quale delicata meraviglia,
tanto il nosro organismo è un fiore che si piega!
O pensiero che conduce alla follia!
Dormi, poveretto! L'affanno per te mi sveglia.
Ah, miseria d'amarti, mio fragile amore
che vai respirando come un giorno si spira!
O sguardo suggellato che la morte farà tale!
O bocca che ridi in sogno sulla mia bocca,
aspettando l'altro riso più feroce!
Presto, svègliati. Di'. L'anima è immortale?
(“Versi per essere calunnitato” di Paul Verlaine trad. C.Fusero 1953)

Pipì-stop



Tour de France 2008

Il fenomeno...Andy







(Tarduzione dell'articolo 'Das Phänomen' di Laurent Graaff (Revue): ritradotto solo per voi dall'inglese cfr. http://schleck-simplythebest.blogspot.com/)


E' venuto, ha visto e conquistato il Giro d’Italia. A Andy Schleck ci sono volute appena tre settimane per passare da signor nessuno a superstar.
Il primo a chiamare Andy è stato Jean Asselborn. Niente e nessuno ha potuto trattenere il Ministro degli Esteri [del Lussemburgo] dal congratularsi già sabato pomeriggio col [corridore] ventunenne. Si è congratulato col giovane lussemburghese per il suo sesto posto nella crono finale e per il secondo posto nella classifica generale del Giro d’Italia [2007], la seconda gara per importanza dopo il Tour de France.
Il secondo [a chiamare] è stato il massaggiatore di Andy. Era dovuto partire per ragioni di famiglia. Dopo di che è stato Andy stesso a chiamare il fratello maggiore Fränk. L'ha fatto tutti i giorni. In questo momento sono trascorsi soltanto pochi minuti da quando ha terminato i 43 chilometri da Bardolino a Verona. Senza alcun aiuto. Solo, soltanto contro l'orologio. Solo sotto una pioggia torrenziale.
Ora si gode l'attenzione di tutti e le celebrazioni, qui di fronte all'arena di Verona.
All'inizio gli esperti non erano sicuri che 'Baby-Schleck', come la Gazzetta dello Sport lo chiamava, non avrebbe fatto fiasco in questa tappa. Ma anche nel penultimo giorno di gara il ragazzo di Mondorf ha mostrato il proprio lato migliore. Ha preso soltanto 29 secondi dal vincitore del Giro Danilo Di Luca.
“Non posso ancora crederci” dice Andy più tardi “Sono arrivato sesto. Appena due anni fa avrei perso almeno un minuto o più da Di Luca in 10 chilometri.” I tempi sono cambiati.
Da adesso si farà il nome di Andy Schleck con lo stesso tono con cui si nominano i grandi come Danilo Di Luca, Gilberto Simoni o Damiano Cunego. La cerimonia ufficiale dei vincitori è seguita dalle innumerevoli domande dei giornalisti. Tutti vogliono un'intervista con 'il fenomeno', come lo chiamano loro. Anche di fronte ai microfoni e alle telecamere il giovane pro appare sereno.
Le sue risposte sono brevi e obiettive. Ma sorride più di una volta. Un sorriso simpatico e caldo, un po' birichino. E scherza con una famosa giovane reporter della televisione italiana. Quando ha finito con i media, Andy va dai fan che sono rimasti lì tutto il tempo.
Lo chiamano per nome. Lui stringe mani, firma autografi, prende in braccio un bambino per permettere al padre di fare qualche foto. Gli Italiani lo adorano. [Soprattutto le Italiane!] I tifosi sono così entusiasti che fondano un nuovo fanclub. Andy Schleck è una star a portata di mano che non si comporta da star. Capisce che il contatto con i fan è una delle cose più importanti nel mondo dello sport.
Due ore dopo nell'hotel Antico Termine vicino a Lugagnano, Andy lascia cadere tutta la tensione. Ha fatto una doccia e adesso indossa dei jeans. Va dai meccanici, che stanno preparando le bici per l'ultima tappa. “Ho imparato a condividere il mio successo. Forse nelle ultime tre settimane ho corso sotto i riflettori, ma senza la mia squadra non sono nessuno. Cerco di dare loro qualcosa in cambio” dice sereno e beve un sorso di birra.
Poi comincia a raccontare. Racconta degli attacchi di fame che ha quasi ogni notte, così che ha sempre qualcosa da mangiare vicino al letto. Dei due chili che ha perso nelle ultime settimane nonostante mangi quanto può.
Della guerra psicologica con Di Luca, specialmente durante le tappe di montagna, quando lo guardava negli occhi per vedere quanta forza gli rimaneva. “A un certo punto mi sono reso conto di poter tenere il suo passo. E l'ho fatto.” Da quel momento la sua fiducia in se stesso è cresciuta. Da quel momento il terzo posto sulla salita da brivido del Monte Zoncolan è divenuta possibile e naturalmente anche il secondo posto in classifica.
Non dimentica mai di menzionare Charly Gaul. “So che è stato l'ultimo Lussemburghese a salire sul podio in una gara così importante. E so anche che era 47 anni fa.” E' questo che lo rende orgoglioso. Seguire quelle orme e con questo scrivere la storia. Come ha fatto suo fratello un anno fa [nel 2006] quando ha vinto l'Amstel Gold Race e l'importante tappa dell'Alpe d’Huez [al Tour] e ha stupito il mondo del ciclismo.
Ogni tanto la conversazione è interrotta dal padrone dell'hotel che si vuole congratulare con Andy, dai dipendenti che gli chiedono autografi e foto. Alla fine Andy guarda avanti, al giorno seguente. La tappa finale con arrivo a Milano, in cui nessuno attaccherà la maglia rosa, secondo una legge non scritta.
E naturalmente al Tour de France. Se Andy potesse decidere, correrebbe la gara più importante già l'anno prossimo.
Verso le 18.00, il giorno dopo, Andy supera la linea del traguardo in Corso Venezia. Un gruppo di cento Lussemburghesi, venuti apposta perché Andy finiva al secondo posto, vogliono celebrarlo. Indossano tutti magliette rosa con scritto “Bravo, Andy”. Alcuni hanno le lacrime agli occhi. Sono tutti fieri, commossi, contenti. Felici che un Lussemburghese sia di nuovo ai vertici di questo sport. Lo sport che ha portato i successi più grandi a questa piccola nazione.
Ma una cosa è certa: non sarà l'ultima volta che uno Schleck – Andy o Fränk – fa notizia. Dopo che il più giovane di loro è divenuto dal niente una star in una notte il loro padre Johny dice che “Adesso tutto è possibile”.
Forse Andy vincerà il Tour un giorno o l'altro. Forse oggi è soltanto l'inizio di una gloriosa carriera come quella di Eddie Merckx, che ha vinto il Giro e il Tour cinque volte. Il futuro ce lo dirà. Ma prima Andy dovrà rendersi conto di che cosa ha conquistato negli ultimi giorni. Fino ad ora non non ne ha avuto il tempo.

10.27.2008

La Grande Sfida




Cison di Valmarino (Treviso) - sabato 25 ottobre 2008 - E’ stata ribattezzata La Grande Sfida. Complice una irripetibile giornata primaverile di fine ottobre, la spontaneità dei protagonisti ed il calore degli sportivi accorsi in massa a Tovena, in una splendida cornice creata dal popolo che veste le t-shirt “Sesso, vin e Bruseghin” e indossa l’inconfondibile cappello con le orecchie d’asino, la goliardica scalata di fine stagione del Passo S.Boldo inventata da Marzio Bruseghin, Alessandro “Bomba” Da Re, il maestro del vetro Marco Varisco con il fondamentale sostegno dei fratelli Pierpaolo e Luca D’Agostin e l’organizzazione dell’Uc La Vallata e Luigino Cecchinel, l’attesa sfida si è trasformata in una grande festa capace di riempire la piazza del borgo, come solo la popolarità del ciclismo riesce a fare. Tutto è magicamente virato in un ideale abbraccio a Fabio Baldato che a 40 anni appendeva la bici al chiodo dopo 18 stagioni tra i professionisti segnate da 42 vittorie (memorabili gli sprint nelle passerelle conclusive a di Giro e Tour a Milano e Parigi); ma anche nel degno congedo alla stagione per tutti i professionisti veneti accorsi che uniti agli ex prof della Confraternita (dal regista Cristian Salvato, Biagio Conte, Stefano Cattai, Mauro Bettin in versione biker, Nicola Minali, Andrea Brognara, Stefano Checchin, Flavio Vanzella, Luciano Rui, Stefano Casagranda, Mirco Crepaldi, Luigi Della Bianca e moltri altri) hanno dato vita alla gara che tutti i ciclisti sognano: breve, seppure intensa, ma davvero senza regole, con spinte e traini liberi nonstante l’auto della giuria presente. Abbassato lo start (registrata la straodinaria presenza del presidente della Fci Renato Di Rocco), il segnale il botto di una bottiglia di prosecco aperta, e dopo la giusta “carburata” al Bàkaro, è successo davvero di tutto.Ma prima il coup de théâtre, tenuto top secret a tutti sino alla fine. Anche ai partecipanti. Una trentina tra professionisti veneti in attività, ex prof o ex colleghi ed amici storici di Baldato. D’incanto sono sbucate 16 bici d’epoca attrezzate con i ferri dei vecchi mestieri e prestate da Maurizio Gallo dell’associazione culturale “La Ruota” e dal Gruppo Amici Casa Zavrel di Sarmede. Sono state inforcate per i tre giri di riscaldamento effettuati in paese tra gli applausi. Così tra lo stupore ed il compiacimento di tutti Fabio Baldato è diventato “el Vecio”, Marzio Breseghin “Contadin”, Davide Rebellin “Sior”, Filippo Pozzato “Lavandara”, Franco Pellizotti “Mediator”, Matteo Tosatto “Comare”, Tiziano Dall’Antonia “Siora”, Mirco Lorenzetto “Infermiera”, Alessandro Bertolini “Boscariol-boscaiolo”, Angelo Furlan “Cazzaruta-commerciante di filo e bottoni“, Mauro Da Dalto “Spazzacamin”, Dimitry Konyshev “Fagnan-Fannullone”, Oscar Gatto “Piovan-prete” (quando si parla di luogotenenti, anche oggi l’ex maglia nera ha ceduto la bici con la ruota non forata a Pippo Pozzato), Matteo Priamo “Marangon-falegname”, quindi il mitico Bomba (Alex Da Re) in maglia Gerolstainer “Solfador-zolfatore”, l’artista del vetro Marco Varisco “Fattore-direttore”. Ma in gruppo c’erano pure Manuel Quinziato, Mauro Finetto, Eddy Forner, Andrea Moletta e Leonardo Moser.Uno spettacolo unico assistere alla sfilata degli assi delle due ruote travisati da perfetti figuranti pedalare a fatica con gli scarpini ai piedi su vetuste bici degne di un museo d’epoca.Tra la folla anche Giovanna Troldi e Gloria Presti, con papà Gianni in tenuta rigorosamente da ciclisti e Alessia, l'infaticabile e paziente morosa del Bruss. Con le amiche, prima di fare ordine tra fotografi e giornalisti sulle vetture stampa, ha provato a vendere i biglietti della lotteria il cui ricavato, come sempre, è andato a sostenere la onlus Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica, tramite Daniela Salton, la giovane di Cison che nel 2005 ha subito un trapianto bipolmonare per la malattia genetica che l’ha colpita, pure lei presente a Tovena con tanto di macchina fotografica per immortalare i momenti più belli della fantastica giornata.Ma le sorprese non sono certo finite. Al nuovo cambio di bici prima del via ufficiale, tra un brindisi e l’altro, e della temuta ascesa al San Boldo, gli sfidanti ufficiali Rebellin e il Bomba, Bruss e il Baldo si sono ritrovati una pesante fascina di legno di oltre 5 kg da trainare, esattamente come da queste parti si usava in allenamento ai tempi dei mitici Ottavio Bottecchia e Alfonso Piccin. Così è successo che lungo i tornanti è crollato un mito: Rebellin, il vice campione olimpico, ha messo piede a terra (!), mentre un paio di fascine sono state portate su in vetta a spalla da alcuni volontari (a turno Priamo, Pozzato, Pellizotti, Moletta, tanto per citarne alcuni). Fatalità il primo a perdere l’ingombrante carico è stato il Bomba, poco prima del ponticello sul torrente Gravon, quando mancavano ancora 14 tornanti dalla fantomatica linea bianca d’arrivo.Ai quasi 800 metri dell’affollato traguardo del San Boldo - si badi bene nessun vincitore, ma pure lassù gli scherzi non sono mancati - Baldato ha potuto infilare la bici in un furgone trasformato in un carro funebre e sigillarla per sempre in una bara.
Prima il Baldo aveva simulato l’arrivo al fotofinish con lo scatenato Bomba, Rebellin e Bruseghin, sotto l’occhio vigile di Ettore Floriani (cronometrista e giudice, si fa per dire) in versione domatore, con tanto di frusta, fez e scudiscio. A valle, in una piazza di Tovena sempre gremita e bardata con striscioni, il tricolore e la bandiera del Leone di San Marco e quella dell’Europa, comunitaria la festa è continuata. Così è arrivato il malinconico momento in cui Baldato davanti a tutti, accompagnato da moglie e figli, ha definitivamente appeso la bici al fatidico chiodo.Domani a San Vendemiano la maggior parte dei reduci della Grande Sfida e della cena della Confraternita (la banda dei veneti) consumata in Piadera all'agriturismo "Selvaggio" a cui si è aggregato anche l'iridato Ale Ballan reduce dalla Firenze-Pistoia che ha saldato il conto, si darà al calcio per la Partita della Solidarietà.Massimo Bolognini - Il Gazzettino

10.24.2008

David Zabriskie



Andate a vedere e fatevi un'idea! http://www.ventoux.tv/player.aspx., cliccate in basso finché non vi appare in alto a destra un menu e scegliete “Dave Zabriskie first bike”. Alla richiesta di disegnare la sua prima bici, Dave – un po' alticcio? - ci racconta tutta la sua infanzia fino al momento toccante in cui, tornando in bici da scuola, trova sulla sua casa il cartello venduta: “Mamma!” grida “Hai venduto la casa?!”, “Perdonami! Perdonami!” risponde la mamma. E Dave conclude quasi in lacrime: “Così ho lasciato tutto, ho cambiato scuola e amici e sono andato a vivere per il resto dei miei giorni in un posto orribile!”. Potete resistere a tutto questo senza provare un po' di tenerezza? Dave è un po' matto, ma non male!
Allo stesso indirizzo, date un'occhiata anche al video di Fränk, di Carlos Sastre e degli altri. Spassoso!

Matti Breschel



Anche lui alla CSC Sexy-Bank. Alla Vuelta si è messo in mostra e al Mondiale è salito sul podio, nonostante il provincialismo dei cronisti italiani che parlavano più del quarto posto di Rebellin che del suo meritatissimo terzo. Un po' massiccio per i miei gusti, ma non male. E poi, alla faccia del nazionalismo, io sto per la CSC anche ai mondiali (almeno finché ci corre Andy!).

Vincenzo Nibali (Liquigas)



Compagno di stanza e capitano di Roman al Tour, anche lui maglia bianca temporanea (prima che Andy mettesse in chiaro le cose...). Vincenzo è in prima linea nella lotta contro il doping, con tutta l'intransigenza della sua giovane età. Ragazzo del sud silenzioso e riflessivo, come tutti i suoi conterranei ha fatto una dura gavetta e ora che è una promessa del ciclismo italiano non si monta la testa e continua a lavorare sodo, imparando dai compagni e dalle esperienze della vita. Dopo il Giro qualcuno gli consigliava la raccolta dei pomodori e invece ad es. all'Olimpiade ha fatto un lavoro prezioso. I suoi tifosi si sono autodenominati CAN-NIBALI e sul loro sito c'è il disegno di un Nibali che cuoce in pentola i suoi avversari! Vincenzo è proprio simpatico, ma mi sa che Andy sarà un bel... crostino!

Roman Kreuziger (Liquigas)



Per qualche giorno maglia bianca al Tour 2008. Non ne so un gran che, ma mi sembra un ragazzo carino... da tutti i punti di vista!

Marzio Bruseghin



Vorrei integrare questo podio stellare con altri corridori che a me stanno veramente simpatici. Per obblighi di madre devo cominciare da Marzio Bruseghin (Lampre) e dai suoi asini: mio figlio è un suo grande sostenitore, tanto che a Varese mi ha costretta a portare uno striscione rosa e blu con scritto FORZA BRUS! Mentre io, com'è facile immaginare, avrei optato per un ALLEZ ANDY!


Comunque Bruseghin sta simpatico a tutti: è un gregario infaticabile ma al Giro d'Italia 2008, da capitano, è arrivato terzo. Gli hanno perfino dato un premio alla costanza: insieme a Zabel è l'unico ad aver corso Giro, Tour e Vuelta – e l'Olimpiade, e il Mondiale... E sempre con buoni risultati.


E' un amante della natura: produce – e beve! - prosecco, alleva asini. Infatti l'inno del suo funclub è “Gli asini pedalano”. La saggezza contadina lo tiene lontano dalla medicalizzazione dello sport e agli integratori preferisce del buon miele o un panino al prosciutto. Ha il senso dell'umorismo: alla Vuelta prendeva in giro Rebellin dicendogli “Hai più secondi di un orologio !” E' colto e amante della sua terra: in volo per la Cina leggeva... la “Storia del Veneto”.


Ha un buon carattere e non se la tira, così viene intervistato spesso sulla Gazzetta o sulle riviste di ciclismo. Per saperne di più
www.marziobruseghin.it.

Podio 2008... e classifica





La stagione, almeno in Europa, è praticamente finita.




In Italia simbolicamente con il Giro di Lombardia, vinto da Cunego per la terza volta. Possiamo tirare le fila. Vari sondaggi in giro nel web confermano che Andy è il corridore più amato – ne approfitto per segnalare http://schleck-simplythebest.blogspot.com/ -, seguito o eguagliato dal fratello Fränk e dal compagno di squadra Fabian Cancellara. Non è un caso che qualche simpatica blogger l'abbia ribattezzata CSC Sexy-Bank!

10.22.2008

No, Fränk no!



Fränk Schleck

Mondorf, le 3 octobre 2008

Comunicato stampa [tradotto dal francese solo per voi: ai nostri cronisti sportivi non interessa...]


Intendo informare i miei sostenitori e l'opinione pubblica delle dichiarazioni che ho fatto davanti all'ALAD, l’UCI e i responsabili della mia squadra ciclistica CSC Saxo Bank riguardo le accuse di doping nei miei confronti.


Non ho usato né cercato di usare sostanze o metodi vietati dai regolamenti in vigore.Confermo di aver effettuato nel marzo 2006, dal mio conto corrente, un versamento bancario di 7.000 € (6.991,91 € furono accreditati al destinatario dopo la deduzione degli interessi bancari) su un conto in Svizzera. Il pagamento doveva finanziare un programma di allenamento sportivo specifico da parte di esperti che, a quanto mi era stato detto, lavoravano con l'élite sportiva mondiale. All'epoca non avevo alcun motivo di pensare che queste informazioni non fossero esatte. Niente permetteva di sospettare un'azione illecita. Chi conosce l'ambiente sa che il prezzo pagato non ha niente di straordinario per un programma di allenamento personalizzato che tenga conto delle acquisizioni scientifiche più recenti. Ho comunque interrotto questo primo e unico contatto dopo essemi consigliato con mio padre e con alcuni intimi amici che mettevano in dubbio l'onorabilità di questo contatto.


Non ho mai beneficiato di alcun servizio da parte di queste persone, compreso il signor Eufemiamo Fuentes, che non ho mai incontrato. Ignoravo il nome del signor Fuentes fino al giorno in cui l'opération PUERTO fu resa pubblica dalle autorità spagnole il 23 maggio 2006, ovvero più di 2 mesi dopo il mio primo e unico contatto. Ho realizzato il legame fra il mio contatto e l'affaire Fuentes circa due settimane dopo queste rivelazioni.


Ho informato l’ALAD di essere a pronto a sottopormi al test del DNA se mi fosse chiesto dalle autorità competenti per provare che non ho depositato, né a Madrid né altrove, sacche di sangue in vista di un uso illecito.


Ammetto di essere stato imprudente omettendo di informarmi meglio prima di stabilire questo contatto. La mia buona fede mi sembra però provata dal fatto che ho operato il versamento dal mio conto privato, dunque senza nascondere la mia identità, e che ho poi abbandonato l'idea di ricorrere al programma di allenamento.


Ho trasmesso all'ALAD tutti i risultati delle analisi del sangue fatte dall'inizio della mia attività sportiva. E' confermato tanto dall'UCI che dal Dottor Rasmus Damsgaard dell’Hôpital Universitaire Bispebjerg in Danimarca, incaricato di procedere alle valutazioni relative, che niente permette di sospettare un ricorso da parte mia a prodotti o metodi illeciti. Ricordo che l'UCI ha confermato più volte che il mio nome non figura da nessuna parte nel voluminoso dossier (più di 6.000 pagine) dell'opération PUERTO. Trasmetto in data odierna una copia del versamento in causa all'ALAD. Posso anche provare, se necessario, attraverso la produzione di tutti i miei estratti bancari, che non ho operato altri versamenti sul conto bancario incriminato.


Provo una profonda pena nell'essere oggetto di sospetti che offendono la mia reputazione.


Fränk Schleck

C'è poco da ridere...



La stampa italiana è molto approssimativa e forcaiola quando si tratta del doping nel ciclismo. Per contribuire al rischiaramento delle vostre coscienze provinciali mi sono sobbarcata la traduzione di questo articolo, un po' lungo ma molto chiaro.


Da Cycling Weekly Lunedì 13 Ottobre2008 - Lionel Birnie
“L'Unione Ciclistica Internazionale(UCI) (
Union Cycliste Internationale ) ha introdotto il suo sistema di passaporto biologico all'inizio dell'anno, ma poi è stata criticata per aver fallito nell'implementare la regola riguardo la 'non-partenza' per i corridori con valori del sangue sospetti. E dopo che l'autorità francese antidoping (AFLD) ha rianalizzato i campioni di sangue presi al Tour de France e cacciato Ricardo Ricco, Leonardo Piepoli and Stefan Schumacher, la conclusione è che i Francesi stanno riuscendo là dove l'UCI sta fallendo. Ma Anne Gripper, il capo del gruppo anti-doping dell'UCI, dice che non si tratta di questo e che l'esplosione di test positivi c'è stata grazie allo spirito di cooperazione fra i vari enti. In un'intervista con Cycling Weekly Gripper spiega come è stato implementato lo schema del passaporto biologico ( biological passport scheme ) e perché chi ha fretta di risultati immediati deve avere un po' di pazienza.


Cycling Weekly: Ci può spiegare come è stato introdotto lo schema del passaporto biologico? Sembra che quest'anno, il 2008, sia stato dedicato a un enorme esercizio di raccolta dati. E' corretto dire così?


Anne Gripper Penso che sia giusto, sì. Siamo stati molto soddisfatti degli elementi del passaporto biologico che sono stati implementati così fin ora. Dobbiamo davvero molto alle 18 squadre professionistiche dell'UCI. E' su di loro che dovremmo focalizzarci, è per loro che è stato ideato il programma. Queste squadre hanno provveduto al supporto economico ma, ciò che è più importante, hanno provveduto al supporto pratico. E' stato davvero rincuorante per noi essere stati in grado di portare a termine la prima fase del programma del passaporto biologico in uno spirito di collaborazione veramente buono. Le squadre sono state capaci di spingere i loro corridori a cooperare col programma e il primo passo è stato ottenere che i corridori fornissero giornalmente le informazioni sulla loro reperibilità.


Così, tutti i corridori ingaggiati dalle 18 squadre di vertice sono adesso nel programma sulla 'reperibilità' e nel passaporto biologico?


AG Sì. Stanno fornendo queste informazioni da Gennaio. La qualità delle informazioni è andata migliorando. Ci sono corridori tecnologicamente più attrezzati che hanno preso subito la cosa per il verso giusto. Altri avevano bisogno di un aiuto maggiore, sia da parte nostra che delle loro squadre. Se un corridore può aggiornare le informazioni attraverso SMS, è molto più facile che lo faccia se va a una gara un giorno più tardi o se sta andando a riprendere i figli a scuola. Inoltre i corridori devono aggiornare il loro programma trimensile, dicendo dove saranno (per i test fuori gara), sia usando ADAMS [Anti-Doping Administration and Management System, sviluppato dalla WADA, World Anti-Doping Agency] sia i sistemi delle agenzie di analisi dei loro paesi.


Quali informazioni sono state raccolte per il passaporto?


AG Be', una volta che sappiamo dove si trovano i corridori, la seconda fase è cominciare a costruire un profilo biologico specifico per ogni corridore. Ovviamente questo prende un sacco di tempo, soprattutto se si considera che abbiamo a che fare con più di 700 corridori. Ogni volta che i campioni sono prelevati dai corridori, le informazioni sono inserite nel software del passaporto biologico ed è possibile costruire un profilo.
Noi preleviamo quattro tipi di campione: uno è il campione di sangue preso fuori competizione, per costruire un profilo ematologico. Il secondo è costituito dai campioni di sangue presi prima delle competizioni, nel corso di un grande giro o corsa a tappe o la mattina di una corsa di un giorno. Il terzo tipo è costituito dai campioni di sangue che preleviamo durante una competizione, ovvero almeno tre giorni dopo l'inizio di una gara a tappe. Da questo momento infatti gli effetti fisiologici della competizione hanno cominciato ad aver luogo. Questi sono i campioni per i parametri del sangue per il profilo ematologico di ciascun corridore.
Preleviamo anche campioni di urine durante e fuori dalle competizioni. Tutti i campioni presi fuori dalle competizioni sono testati per l'EPO, poiché allora è più probabile che venga rilevata. Alcuni campioni di urine prelevati durante le gare vengono testate per l'EPO, ma non tutti.


Che cosa state facendo con queste informazioni?


AG Al momento le informazioni vengono raccolte per il passaporto biologico ma [i risultati dei test] sono utilizzati soltanto per analisi isolate.


A quanti test è stato sottoposto ogni corridore? Quante informazioni sono state raccolte fin ora?


AG Quest'anno fin ora per i corridori di primo piano sono stati registrati sei, sette, anche otto campioni di sangue, che è un buon inizio. Ovviamente più informazioni avremo, più dettagliato sarà il quadro che potremo fare, di conseguenza l'approccio al profilo sarà pienamente convalidato e le cose andranno molto più in fretta.


Quanti corridori fanno parte del passaporto biologico?


AG Nel sistema del passaporto ci sono 749 corridori, appartenenti alle 18 squadre professionistiche dell'UCI e ad alcune altre squadre del livello inferiore [Continental].


Chi sta analizzando i dati?


AG Abbiamo un gruppo di nove esperti. I 749 profili sono divisi in modo che ogni profilo è visto da almeno un esperto. Gli esperti si sono riuniti a Buxelles a Settembre per rivedere i profili e selezionarne alcuni che a loro avviso erano in qualche modo anomali. Abbiamo discusso i vari fattori che potevano aver causato un profilo anomalo, ma ciascuno di questi profili anmali è stato messo in evidenza per essere seguito. Stiamo raccogliendo ulteriori informazioni, saranno fatti altri test, ci saranno altre analisi e poi, a quel punto, potremo avere una situazione in cui gli esperti saranno convinti che ci sia stata una manipolazione del sangue. Se sarà il caso, l'UCI chiederà che venga aperto un procedimento per violazione anti-doping contro questi corridori.


Quanti profili sospetti ci sono?


AG Non posso fornire il numero esatto. Dobbiamo essere particolarmente cauti nell'aprire casi di violazione anti-doping soltanto quando pensiamo che possano stare in piedi in sede legale. Se c'è il minimo dubbio che un caso possa non reggere, è molto meglio per noi raccogliere più dati, fare più test e costruire un quadro più ampio e un caso più forte. E' frustrante per tutti e può sembrare che avanziamo col freno a mano tirato [“strascicando i calcagni”!], ma non è così. E' frustrante non poter aprire subito casi che per noi dovrebbero chiaramente essere aperti, ma siamo cauti e pazienti poiché è di un'importanza vitale per il futuro e la credibilità del programma che i primi casi che apriamo siano inattaccabili. Così ho dovuto raccomandare la pazienza più che la rapidità. Non c'è dubbio che sia frustrante. Ci sono stati casi in cui c'era un'evidenza molto forte di manipolazione del sangue e noi ci dicevamo “Sicuramente adesso abbiamo abbastanza prove” ma abbiamo deciso di andare sul sicuro e raccogliere più dati.


E' quanto accaduto, ad esempio, in una gara come il Giro d'Italia, quando c'erano degli indizi [di doping] ma non si è potuto fare niente poiché voi non avete potuto provarlo e così certi corridori hanno potuto partire al Tour de France nonostante i sospetti? AG E' frustrante. Noi ci rassicuriamo [dicendoci] che alle grandi gare dell'anno prossimo avremo abbastanza informazioni e saremo in grado di assicurare che i corridori con un profilo anomalo non potranno partire.


Qual'è la situazione riguardo le regole sulla 'non-partenza'? Si teme che quando entraranno in vigore i corridori salteranno le gare accampando un 'maldistomaco' o il 'male a un ginocchio' perché gli è stato impedito di partire a causa di una qualche anomalia. In che cosa queste nuove regole saranno diverse dalla regola dell'ematocrito al 50%?


AG Non abbiamo applicato le regole sulla non partenza ai corridori che sono già nel programma del passaporto biologico sulla base che non era giusto applicare limiti individuali in alcuni casi e limiti relativi a una popolazione in altri fin tanto che non è stato raccolto un certo corpo di dati. Adesso che abbiamo i profili, la regola sulla non-partenza sarà basata sul confronto fra un campione raccolto immediatamente prima di una gara e il profilo individuale del corridore costruito in molti mesi. Questo ci metterà in grado di implementare una regola sulla non-partenza più accurata. Ma c'è voluto un po' a mettere insieme abbastanza campioni da avere un profilo abbastanza robusto da determinare l'ambito di variazione dei valori che ci aspetteremmo di trovare in un test condotto, diciamo, due giorni prima del Tour de France. Adesso che abbiamo campioni sufficienti, possiamo dire se un corridore ha restituito un campione di sangue che eccede i suoi limiti individuali e ciò porterà a quella che chiamiamo una 'sospensione breve'. Adesso stiamo mettendo appunto i dettagli di questa procedura. La WADA l'ha inserita nelle sue nuove regole.


Sembra una zona grigia. Un corridore cui viene impedito di partire in una gara sarà automaticamente accusato di doping.


AG Lo sport è in una situazione tale che, sì, i media concluderanno che una sospensione breve significa un sicuro caso di doping. Non siamo convinti che sia questa l'impressione che vogliamo creare, perciò dobbiamo essere molto attenti a come questa procedura viene introdotta e percepita. Ciò che stiamo dicendo è: “Ci sembra che sarebbe più giusto per gli altri corridori in questa specifica gara che questo specifico corridore non partisse, sebbene non abbiamo evidenze sufficienti per dire che c'è una chiara violazione anti-doping.” Nel caso di una regola di violazine anti-doping applicheremmo un livello di certezza del 99.9 %, mentre per applicare la regola della non-partenza mireremmo ad un livello di certezza del 99% e applicheremmo una sospensione breve di 15 giorni al fine di tutelare gli altri corridori in gara. Probabilmente la regola della 'non-partenza' diverrà pienamente operativa nel corso della prossima stagione.


Qual'è la situazione con la sostanza CERA? Ricardo Riccò è risultato positivo al Tour de France, ma altri corridori che hanno usato questa sosanza non sono risultati positivi.


AG Durante il Giro d'Italia erano apparse delle anomalie, ma non era stato possibile dichiarare un test positivo. Durante il Tour la CERA è stata individuata nel campione di urine di Riccò. Soltanto recentemente è stato validato il test per individuare la CERA nel sangue. Così i campioni del Tour de France sono stati rianalizzati per la CERA nel sangue.


Riccò ha detto che il suo dottore gli aveva assicurato che la CERA non sarebbe stata individuata.


AG La nostra sensazione è che la capacità di individuarla abbia colto alcuni corridori assolutamente di sorpresa. Questo risultato è dovuto in parte alla casa farmaceutica Roche, che ha lavorato insieme alla WADA per facilitare il lavoro di individuazione. I campioni sono stati salvati e stoccati. Il passaporto biologico sta mostrando anomalie che poi vengono seguite con test più mirati. E l'analisi sta diventando sempre più accurata. I corridori non potranno credere ancora a lungo alla favola di una fantastica droga o processo non individuabili perché la scienza dell'anti-doping sta diventando veloce quanto la scienza degli atleti che cercano delle scorciatoie.
Questa droga [CERA] è stata disponibile soltanto all'inizio dell'anno, ma da Maggio noi sapevamo che era utilizzata in ambito sportivo e da Luglio c'era un test per individuarla. Con i profili e i test individuali siamo in grado di fare test molto più mirati. Se posso fare un esempio senza nominare il corridore [è evidentemente Lele], c'era un corridore che tenevamo d'occhio fuori competizione poiché tutti i pezzi d'informazione tendevano a combaciare. Avevamo osservato i risultati dei suoi test in gara e fuori gara e benché non fosse risultato positivo sentivamo che era un caso da seguire. Poi questo corridore ha saltato una gara in cui ci si aspettava da lui un buon risultato per una tendinite. Questo accadeva pochi giorni dopo la notizia che la CERA era identificabile. Così abbiamo pensato: questo abbandono suona strano. Dato che aveva un profilo assai poco convincente, andiamo a vederlo a casa. Bingo: si trattava proprio di questo [CERA].
Avere tutte queste fonti d'informazione sta rendendo più facile focalizzare le nostre risorse, e se si ripensa al 2007 [Alexandre] Vinokourov e [Andrey] Kashechkin non avrebbero neppure cominciato il Tour se non avessero avuto il passaporto a posto. Quest'anno il passaporto ha funzionato soltanto per sei mesi, dal 2009 avremo informazioni più numerose e più affidabili.


Frank Schleck è accusato di avere fatto un pagamento al Dr Eufemiano Fuentes, ma ha continuato a correre mentre il suo ex compagno di squadra Ivan Basso è stato sospeso. Non è affatto facile tracciare una linea nella sabbia. Se risulterà che Schleck ha fatto un pagamento a Fuentes o infranto in qualche modo le regole anti-doping sarà sanzionato?


AG Questo supposto trasferimento bancario ha avuto luogo nel Marzo 2006, ovvero nell'intervallo di tempo in cui dei pagamenti bancari venivano fatti a Fuentes. Se Schleck viene trovato colpevole di una violazione delle regole anti-doping, naturalmente sarà sanzionato. Se risulterà che ha fatto ciò che hanno fatto altri, sarà sanzionato, ma non lo sapremo fino a quando non avremo maggiori informazioni. E' giusto però considerare che Schleck è stato parte del programma [Rasmus] Damsgaard fino dal 2007 e del sistema del passaporto biologico da quest'anno. Quando metti insieme questi due corpi di risultati è altamente probabile che non abbia fatto niente di sconveniente, ma ciò non significa che sfuggirebbe alla sanzione per una violazione precedente.


Il sistema legale spagnolo ha archiviato l'Operacion Puerto ma ancora non c'è stata alcuna sanzione sportiva. L'immobilismo spagnolo è l'ostacolo più grosso che l'UCI si trova attualmente ad affrontare?


AG Sì, è così. E' l'ostacolo più grosso. La WADA se n'è occupata e noi continuiamo a fare pressione sulla magistratura spagnola. Il nostro presidente Pat McQuaid è una spina nel fianco per il ministro spagnolo dello sport con le sue continue richieste di informazioni su come stanno procedendo le cose. Confidiamo di arrivare finalmente a un punto in cui le informazioni possano essere utilizzate nell'ambito della giustizia sportiva, ma si va a rilento. Il livello di incertezza riguardo alcuni corridori è molto spiacevole per tutti. In circostanze normali alcuni corridori implicati starebbero per finire di scontare la loro squalifica di due anni adesso e si preparerebbero al rientro. Invece corrono sotto una cappa d'incertezza.
In ambito sportivo, tutti noi conosciamo i brutti tempi andati, e il fatto è che i brutti tempi andati sono piuttosto recenti. Il Tour de France 2006 con il suo drammatico finale di cate bollate, prima l'Operacion Puerto e poi il caso Landis, è stato un punto di svolta significativo, uno spartiacque. E' stato un segnale di sveglia non soltanto per l'UCI ma per lo sport nel suo insieme. Fino ad allora c'erano stati approcci significativamente differenti. Non si tratta soltanto di incrementare i test, è qualcosa di più, riguarda il cambiamento della cultura nelle squadre in modo tale che siano loro a non volere il doping. Le square non hanno bisogno di cercare un aiuto illegale fuori. Tutto questo non sta accadendo da un giorno all'altro, ma nessuno ha detto che dovrebbe. Naturalmente a volte è frustrante, ma l'importante è che i risultati sono là e la gente li può vedere. Non è l'ideale che dei corridori vincano delle gare e poi risultino positvi settimane o mesi dopo, ma è la situazione in cui ci troviamo in questo momento.
In questo momento stiamo facendo il massimo sforzo. Stiamo raccogliendo più dati e facendo più test di quanto non sia mai accaduto prima nella storia dello sport. Semplicemente non abbiamo braccia e gambe per andare a casa di tutti i corridori con cadenza settimanale. Così c'è voluto tempo per raccogliere i dati e ci vorrà tempo per realizzare dei modelli e per arrivare a mostrare delle anomalie. Il passaporto biologico rappresenta un approccio diverso, non riguarda semplicemente l'individuazione di una sostanza nel sangue o nelle urine, riguarda la dimostrazione di una manipolazione. Così, se è stato frustrante aver speso tutto questo tempo per raccogliere i dati, c'è decisamente motivo di essere soddisfatti per i progressi fatti."

10.21.2008

Ridiamoci su!




Da quando siamo diventati ciclomaniaci, io e il mio bambino (anni 6) abbiamo prodotto tutta una serie di barzellette che adesso vogliamo condividere col mondo. Alcune sono un po' ingenue, altre danno per scontata la confidenza con il mondo delle corse e i suoi protagonisti. Ma se siete arrivate fin qui dovreste farcela.




“Frank, come mai è così triste tuo fratello Andy?”, “Beh, sai... A Pechino a preso una 'cancellata'...!”


Cartelli a bordo strada: “Lele, falli piangere!”, “Sella sei il più grande (se non proprio il più alto...)”

Sella dopo la straordinaria vittoria sulla Marmolada dichiara: “Qualcuno dal cielo ha guardato giù”: sarà stato mica Bugno dall'elicottero?

"Qual è il rapporto preferito da Sella?" , "Quello con Lara!"

"Ma come fa Sella con una moglie tanto più alta di lui?", " Beh, sai... è uno scalatore...!"

Da La Gazzetta dello sport (S.Frosini) “Anche Sella nella falegnameria di papà Riccò: Forza con quella cera!”

Cancellara e Bruseghin vanno al mare in Versilia e decidono di affittare un pedalò. Stanno via due ore. Quando tornano Cunego chiede: - Dove siete stati? -, - In Spagna a trovare Contador -, - E vi siete divertiti? -, - Insomma... Siamo stati tutto il tempo a cercare il cambio!! -

Velocisti al bar. Chicchi racconta: “A 300 metri dal traguardo Nibali si è messo a tirare la volata per Pozzato, ce l'ha messa tutta e poi si è scansato. A 100 metri si è messo a tirare Quinziato, ce l'ha messa tutta e poi si è scansato. A 30 metri dal traguardo mi sono messo a tirare io, ce l'ho messa tutta, ho sputato l'anima, andavo come un treno... e poi mi sono scansato.”. Gli altri, tutti presi: “E poi?!”, “Poi niente.”

“Ma Pippo! Non dovevi prendere la ruota di Cancellara?”
“Infatti l'ho presa! Mi sono anche fatto male a un dito!”

Tour de France 2008, Champs Elisé: parte la volata, i corridori entrano in un tunnel e quando escono non ci sono più né Cancellara né Pozzato. All'arrivo i due rispondono alle domande dei cronisti. Pozzato: “Ho cercato di tenere la ruota di Cancellara ma purtroppo mi hanno chiuso... -, Cancellara: “Mi è venuto addosso Pozzato”.

“Pippo! Ma quella cos'è?!”, “Mi han detto di prendere la ruota di Zabel”
Il vero motivo del ritiro di Zabel: Pozzato si rifiuta di restituirgli la ruota.

Al supermercato dalle parti di Bassano del Grappa: Bruseghin entra per farsi fare un panino e nota Sella con la tasca della maglia strapiena. - Ciao Lele! Ma cosa fai con quella gobba? -, - Ciao Mavzio... Visto che non posso gaveggiave, Lava mi manda a fave la spesa... -

Sai perché Bruseghin è emozionato? E' la sua 'prima Vuelta'...

Primo amore



Va be', lo confesso: il mio primo amore ciclistico è stato Emanuele Sella. Ma si è sposato a Giugno con la sua Lara, quindi prometto che lo lascerò fuori. Per quanto se ne sa e salvo smentite, invece, Andy è single e perciò...fungirls di tutto il mondo, fatevi sotto: c'è speranza!

Ma torniamo al mio (suo) Lele: può darsi che quel sorriso tutto denti, quel metro e mezzo di statura e l'erre blesa non facciano di lui il prototipo del ciclista che fa breccia nei cuori delle tifose. Meglio per chi gli vuole bene! Ma ci sono due o tre cose su di lui che devono essere dette con chiarezza:

1. E' sempre stato un bravo ragazzo cfr. lettera a Bicisport di Ottobre del suo ex ds Vasco Rigon: “[...] Ho avuto la fortuna di allenare Lele Sella quando era esordiente ed allievo [...] Io che ho un figlio di 12 anni che corre, non posso non portare ad esempio quello che Lele ha fatto quando era ragazzino, la grinta che metteva. Io l'ho visto a 14 anni cadere e rialzarsi con la faccia rotta e ripartire, allenarsi con la neve, non mancare mai agli allenamenti e poi correre a casa, perché il papà stava male, a fare il fieno o lavorare i campi.”

2. Al Giro 2008 era pulito, come si evince dall'articolo – non smentito – della Gazzetta dello Sport del 10.10.08: “L'UCI l'ha confermato: niente cera al Giro - [...] L'ha detto Angelo Zomegnan, direttore della cora rosa [...] Il laboratorio antidoping di Roma l'ha cercato e non stato rilevato, nè hanno trovato nulla di sospetto. Per questo è inutile chiedere il riesame dei campioni del Giro.”

3. Lele, proprio come Riccò, si è dopato dopo il Giro. Ha fatto una cazzata enorme e ora la sconta. Ma date un'occhiata all'intervista con Tony Lo Schiavo sempre su Bicisport di Ottobre in cui fra l'altro dice: “Avevo pensato di chiudere con la bicicletta. Basta, mi ero detto. Ma per uno che è sempre andato in bici, starle lontano è difficile. Ci sono ritornato. Per scaricare la tensione. Per pensare. Ma anche perché la bicicletta è la mia vita: il mio sogno ed il mio lavoro, la mia gioia e la mia disperazione. Oggi, salvo pochi amici veri, chi vede Sella vede il doping. Ma chi mi conosce meglio sa che la mia è sempre stata una vita di sacrifici e di fatica. Mi mortifica pensare che tutto questo possa essere cancellato e dimenticato.... [...] Ma la colpa è mia. Ho sempre cercato di evitare le tentazioni. Ho sempre camminato sulla mia strada. Poi dopo tanti sacrifici vedi persone che reputi meno forti di te che volano... vedi gente che nelle categorie giovanili non esisteva, fare i fenomeni... Cerchi di sapere cosa c'è in giro... Ti senti umiliato [...] perché vedi che tutti i tuoi sacrifici, tutta la tua fatica non valgono niente...”

Se vi siete commosse e volete conoscere la sua storia fin da quando era bambino: www.sellaclub.it Comprensibilmente il suo funclub è passato in clandestinità. Ma chi gli vuole bene gli vuole bene sempre.

Ciclismo oppio dei popoli?




Qualcuno dirà: ma non ci sono cose più serie di cui occuparsi? Con tutto quello che sta accadendo – disastro ambientale, morti sul lavoro, guerre, crisi economica... - perdere le giornate dietro alle gare ciclistiche o magari dietro a un bel ciclista – uno o due a caso – non è un atteggiamento irresponsabile?


No. Dati limiti ristretti di questo post dirò soltanto che :
1. Le rivoluzioni sono finite male perché molti rivoluzionari si erano concentrati un po' troppo e avevano perso il gusto per la gioia di vivere.
2. Il proletariato non si è pentito e il Giro l'ha sempre seguito.
3. Un giorno vi metterò a parte della mia geniale concezione sull'inesistenza – non già la fine – della Storia e sulla forza eversiva delle storie. Cfr. Derrida, Braudel, etc etc.


Anche fra i corridori c'è chi s'impegna per una giusta causa, vedi l'ambientalista Marco Pinotti, e poi c'è tutto il mondo del ciclismo militante:
www.criticalmass.it; www.fiab.onlus.it ; dalle mie parti www.firenzeinbici.net Perfino Radio Popolare dedica una parte della storica trasmissione Yalla Yalla al movimento internazionale per la ciclabilità e alle storie di gregari.


Va be', basta con queste sciocchezze, torniamo alle cose serie: nella foto il Giro della Svizzera 2008 si ferma per una manifestazione di scioperanti. Andy – a destra – è un po' annoiato, mentre Fränk sembra divertirsi.

10.20.2008

TUTTO SU ANDY SCHLECK


Lo so che ci sono i motori di ricerca, ma volete mettere con questo elenco sintetico e preselezionato che vi permetterà di farvi una cultura e anche due risate?


Se proprio non sapete NIENTE di Andy, vi consiglio in primo luogo di consultare Wilkipedia. Informazioni base sulla sua sfolgorante carriera le trovate sul sito della squadra per cui corre - http://www.csc.com/mms/cycling/en/, cliccando su 'bios' e poi sceglindo 'Andy' dalla simpatica lista dei corridori, ordinata per nome e non per cognome. Informazioni di questo tipo IN ITALIANO su http://www.schleckfansite.altervista.org/, ovvero il sito del fun club italiano -non aggiornato dal Tour 2008: ragazzi, che fine avete fatto? Se siete già un po' ciclomaniaci, http://schleck-andy.skyrock.com/ è quasi un fotoromanzo.


Infine, i miei siti preferiti, quelli da consultare tutti i giorni: http://andyschleckbestbikeraceroftheuniverse.blogspot.com/ della insuperabile Maggie e http://hotcyclists.blogspot.com/, aperti anche ad altri ciclisti meritevoli, per uno sguardo femminile ironico e scanzonato. Astenersi moraliste e tifose Cadel Evans.

MA COME CHI E' ANDY SCHLECK?!


Va bene, cominciamo dall'inzio: Andy Schleck, oltre ad essere un gran bel ragazzo, è uno dei giovani più promettenti del ciclismo professionistico su strada.


Tanto per dare un'idea, a 21 anni è arrivato secondo al Giro d'Italia (nel 2007) vincendo anche la maglia bianca e quest'anno (2008) ha vinto la maglia bianca anche al Tour de France. Alle Olimpiadi 2008 è stato decisamente il più forte nella durissima prova in linea, anche se una micidiale sparata di Fabian Cancellara l'ha buttato giù dal podio.


Bisogna averlo visto in azione per capire l'entusiasmo di tante sostenitrici in tutto il mondo! ma per saperne di più ecco qui una lista di siti e blog che potete consultare: sono praticamente tutti in inglese - quando vi deciderete a impararlo decentemente? Però, se ce la faccio, intendo tradurre qualcosina e rendere partecipi anche voi.


10.18.2008

Da Marx a Merckx


Ho notato una lacuna nel web, una lacuna grave: mentre nel mondo fioriscono siti dedicati al ciclismo, e soprattutto ai ciclisti, in particolare quelli esteticamente entusiasmanti e fra questi sopra a tutti Andy Schleck, curati con amore e sguardo femminile da donne argute e preparate, non esiste a tutt'ora qualcosa di analogo in lingua italiana.


Con questo blog mi propongo prima di tutto di segnalare alle tifose italiane e a tutte le persone di buon gusto alcuni siti interessanti da questo fondamentale puno di vista, e poi di contribuire con le mie forze, piuttosto modeste, alla condivisione di foto, idee e quant'altro in relazione al ciclismo, ai ciclisti, a Andy Schleck e a tutti i corridori meritevoli a mio insindacabile giudizio.


Per ciclismo intendo: andare in bicicletta! dopo una vita di lotta per cambiare il mondo sono sempre più convinta che la rivoluzione vera passerà dalle due ruote - il che spiega il titolo bizzarro... Non soltanto perché la bici non inquina, è veloce ed economica. Ma perché cambia prima di tutto te. Non sto parlando soltanto della forma fisica e della salute - due cose fndamentali - ma della tua visione del mondo. Non si può spiegare: prendi la bici e...pedala!